Pensando di saper cantare

Storia di una triste cronaca annunciata

- Annunciaziò Annunciaziò - E da mia madre non son venuti gli arcangeli. No, loro non si sono scomodati, ed hanno delegato un semplice test di gravidanza. Di quelli che ne compri 3 paghi 2. Offerta speciale, si sa mai.
Annunciata 9 mesi prima, o forse qualcosa in meno. Fortemente voluta da due genitori che prima di allora se n'erano andati in giro per il mondo, contando sul fatto che erano giovani e pieni di belle speranze.

Poi, in una calda domenica di settembre, mentre fervevano i preparativi per la festa di Piedigrotta, decido che è ora di uscire allo scoperto. O meglio: l'ha deciso il ginecologo di mia madre, che ha optato per il parto cesario.
Insomma, la mia prima decisione andata a puttane.

Ed è così, che il 12 settembre, verso le 9:15 di mattina, inizio a piangere perchè i miei polmoni si riempiono dell'aria asettica della sala parto.
Uscita da li, ho ricominciato a piangere perchè i polmoni mi si erano di nuovo riempiti, stavolta dello smog di Napoli.

Foto di rito -mia madre con me; mio padre con me; mia sorell... [no lei è nata dopo]; i miei zii con me... - E sta foto qui? E che ci fa il golfo di Napoli fotografato dalla clinica in mezzo al mio book fotografico?

I primi due anni trascorrono nell'inebetita felicità dei neonati. Ritmi sempre uguali -pappa,gioco,nanna,pappa, coccole, gioco, nanna, foto - Già...foto! Perchè nel frattempo mio padre non aveva perso la malsana abitudine di impressionare su pellicola tutto ciò che gli capitava a tiro...figuriamoci la prima figlia.

Che poi, detto tra noi, ero un gran pezzo di figa da piccola! Boccoli biondi, occhi grandi, nasino e orecchie piccole, boccuccia a cuore.

Ufficialmente è il terremoto del 1984 che mobilita i miei genitori a cercarsi casa in una remota cittadina laziale dotata di mare [la cittadina non la casa], spiaggia e poca gente.
Già, in quegli anni Scauri [questo il nome del paese] era davvero tranquilla...e la sua popolazione invernale non decuplicava d'estate. Come invece accade tutt'ora.

Inizia un'infanzia felice, fatta di giochi, pappe, coccole, nanne, foto...insomma sempre la solita storia. Finchè qualcosa cambia.
Ho 3 anni appena compiuti, quando i miei nonni un bel mattino mi lasciano all'asilo. Non un asilo qualunque...uno gestito dalle suore.
Bimba temeraria faccio amicizia con tutto l'ordine e non contenta, a 5 anni decido di fare la primina nello stesso istituto.

Innamorata persa di un bimbo della mia stessa età, faccio il diavolo a quattro, quando nel corso dell'anno scolastico [1987/88], la famiglia decide che è ora di trasferirsi a Napoli per una settimana, che mia sorella ha finito la sua pacchia nel pancione.
Alimentata a forza di mozzarelle nella clinica dove era ricoverata mia madre, non mi accorgo nemmeno che mia sorella è venuta al mondo.

Tornati a Scauri, esposizione della neonata al mondo e la vita ricomincia.
Ma quello è un anno di traumi per me...tanto che a giugno mi tocca fare l'esame per passare dalla primina alla seconda elementare.

La maestra alla cattedra, ci interroga da posto:

- 5+2? -
- 7 -
- 5+5? -
- 10 -
- Ma brava. Allora dimmi quanto fa 10+10 -

Silenzio. Mi ammutolii, è già li avrei dovuto capire che la matematica non sarebbe mai stata materia mia.

8 anni tra elementari e medie, superate brillantemente [o quasi] e la convinzione di voler diventare agente di borsa.
Scelta obbligata, l'istituto commerciale. Altri faticosissimi 5 anni [vorrei vedere voi ad affrontare 10 ore di economia aziendale a settimana ed esercitazioni di 4 ore] e finalmente il 1 luglio 2000 l'ultima prova.

Come dimenticare le parole della professoressa di inglese a fine colloquio?
- Beh, adesso te lo possiamo dire: hai sbagliato scuola -

Nel frattempo avevo collezionato nell'ordine:
- 2 storie sentimentali sbagliate
- 5 amicizie ancora più sbagliate
- 1 amicizia che dura ancora oggi
- 3 anni persi in una corale
- 2 anni a studiare solfeggio e canto [e qui già va meglio]
- 2 anni in un'orchestra spettacolo [sempre la stessa]

Il 2000 è un anno di svolte. Decido che bisogna attivarsi e cominciare a scegliere un po' la propria vita.
Ed è così che mi iscrivo all'università e mi innamoro.
No, la seconda nemmeno l'ho scelta io...ma mi sta tremendamente bene!

Da allora poco è cambiato.

Però almeno adesso so che:
- ho di nuovo sbagliato facoltà
- insegnare musica ai bambini mi piace
- lavorare in uno studio di registrazione ancora di più
- cantare nella solita orchestra spettacolo serve a concedersi tanti piccoli sfizi
- se vengo punta da un ago, dal mio corpo esce mozzarella
- ho trovato una persona che mi sopporta, ma ciò non significa che debba sempre lamentarmi
- fare il giornalista non significa essere illuminati da spirito di sapienza e obiettività
- Chi non sa cantare va a Sanremo. Chi sa cantare fa la corista
- Montanelli è un Dio. Dio sa scrivere. Io sono Dio.
[ehm...]

To be continued...





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