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Seduta a tavola, un
occhio a Zelig, l'altro al piatto con la provola affumicata.
Direi che sono arrivata alla frutta...sento dei canti. Mi giro verso la
finestra e vedo un cordone di fiaccole accese per l'ultima processione
della via crucis.
Più che un momento di
riflessione però, mi sembra una maratona. Corrono. Tutti corrono. Hanno
paura che le nuvole possano ricominciare a buttare acqua come hanno fatto
tutto il giorno.
Che poi come fanno le signore con le acconciature fresche di parrucchiere?
-Abbassa
il volume della tv che passa la processione-
Come se non me ne fossi accorta...
Dicevo, tutti corrono, anche a casa mia. Si affacciano, accendono luci -no
meglio spegnerle che ci sono i lumini delle altre case-
E' buffo veder scorrere attorno questo
misticismo religioso che si consuma 2
volte l'anno.
Quasi meglio di Zelig...
Benchè non stia
piovendo, l'aria è comunque satura di elettricità.
Le tre querce erte fronte casa,
inzuppate
d'acqua piovana, fanno il resto.
E' un attimo.
Un fulmine degno di un premio oscar per gli effetti speciali, saltella
allegramente da una quercia all'altra per poi finire il suo viaggio dritto
nel megafono che stava usando il sacerdote per guidare i fedeli.
Appunto un attimo.
Cenere per terra. Un piccolo taglio nell'asfalto.
Si scatena il panico.
Vecchie che strillano, ragazzi che sbiancano, uomini sbigottiti, tentano
di chiamare soccorsi.
Paramedici che lavorano.
Un'oretta dopo è tutto finito.
Sono tornati tutti
alle loro case.
-Presto che bisogna impastare il
casatiello,
che poi non ha il tempo di crescere-
E così, tra un -Gesù
perdon pietà- e un -Padre
Nostro- , la pettinatura è salva e
abbiamo più tempo per preparare il pranzo di domenica...
E intanto è finito
anche Zelig...
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